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  • mcenerini

Appunti di traduzione: dalla lingua straniera alla lingua madre

Alcuni mesi fa, nel primo articolo dedicato alla rubrica "Appunti di traduzione", spiegavo quanto sia importante la lingua madre del traduttore, spesso trascurata per dedicarsi più alla/e lingua/e straniera/e di studio.

In continuità con quanto affermato in tale occasione, desidero qui concentrarmi sulla natura della comprensione nello studio di una o più lingue straniere e sull'importanza della scrittura nella lingua madre, a mio avviso due aspetti fondamentali dati spesso per scontati e che, tuttavia, caratterizzano l'attività di chi traduce.


In un lettore competente, la comprensione (scritta e orale) avviene attraverso il processo inferenziale (o top-down) della grammatica dell'anticipazione, ossia il confronto tra il testo reale e il testo ipotetico di cui vengono formulate continue previsioni, basandosi su tre meccanismi fondamentali: la conoscenza del mondo, i processi cognitivi (logici e analogici) e la competenza nella lingua. Nel processo di comprensione, la percezione si muove pertanto dalla globalità all'analisi, sulla base del contesto. Questo modello è controbilanciato dall’uso della decodificazione (o processo bottom-up), il meccanismo che interviene quando al lettore mancano le conoscenze e le competenze per interpretare in modo appropriato ed efficace il messaggio che non riesce a dedurre.

Chi non ha ancora la padronanza linguistica di un lettore maturo tende a usare i due processi in modo sbilanciato proprio a causa della sua conoscenza incompleta della lingua, privilegiando una modalità o l’altra a scapito della comprensione effettiva del testo. Infatti, attivando il processo top-down, si cercherà di indovinare il messaggio, senza analizzarlo; limitandosi invece al processo bottom-up, si rischierà di non cogliere il senso globale del testo.


Secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, un utente C2 (madrelingua) riesce a «scrivere testi chia

ri, scorrevoli e stilisticamente appropriati. Riesce a scrivere lettere, relazioni e articoli complessi, supportando il contenuto con una struttura logica efficace che aiuti il destinatario a identificare i punti salienti da rammentare. Riesce a scrivere riassunti e recensioni di opere letterarie e di testi specialistici».

Non si afferma che un utente C2 riesce a tradurre, nel senso che la traduzione è una tecnica, non un’abilità come la scrittura e non è direttamente correlata alla competenza comunicativa in una lingua straniera - sebbene di per sé rappresenti una traduzione intersemiotica, ossia il passaggio dal linguaggio interno (dimensione cognitiva) al linguaggio verbale (dimensione semiotica). È quindi importante ribadire l’autonomia della scrittura nella lingua madre anche in termini redazionali, del rispetto cioè di tutte quelle convenzioni che regolano la formattazione di un testo scritto.

Non da ultimo, la digressione sull’abilità ricettiva scritta della comprensione e sull’abilità produttiva scritta della scrittura ci ricorda il ruolo unico del traduttore, che è leggente e scrivente al contempo.

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